A caccia di rottami con la parrocchia!

Qui si possono inserire tutte le nostre esperienze personali nel mondo spirituale!

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A caccia di rottami con la parrocchia!

Messaggioda Uranium » 22/12/2016, 21:13

Buonasera a tutti!
Parlando di esperienze spirituali, mi tornano alla mente certi ricordi di quando avevo 15-16 anni: i campi di lavoro organizzati dalla parrocchia.
Lo scopo di queste iniziative era di andare in giro per i piccoli paesi del nostro appennino a raccogliere la carta, gli stracci e i ferri vecchi che gli abitanti (perlopiù contadini) ci elargivano liberamente e gratuitamente: il ricavato della vendita di tale merce veniva devoluto a beneficio delle missioni in Africa. Tali iniziative avevano luogo d'estate, una volta all'anno, in concomitanza con le vacanze scolastiche di noi ragazzi. Presi parte a tre o quattro di questi "campi di lavoro" dei quali ho conservato ricordi bellissimi, certamente i migliori in assoluto degli anni da me trascorsi nell'ambiente parrocchiale.
Quelle esperienze ti facevano comprendere molto bene quanto sia bello e gratificante lavorare e faticare tutti insieme per una buona causa: non era importante il fatto di giungere a sera distrutti dalla fatica, sporchi, sudati, magari feriti...Ciò che più contava era il ritrovarsi tutti insieme dopo una sacrosanta doccia per cenare, cantare e suonare insieme prima di coricarsi! Ti sentivi meravigliosamente leggero, sereno, quasi commosso, convinto di aver fatto qualcosa di davvero buono insieme agli amici. E quante risate, quanti scherzi, quante persone particolari, generose e magari anche un po' "strane" conoscevi! Cosa non si faceva, alla fine della giornata, per non correre il rischio di doversi lavare per ultimi e con l'acqua ormai fredda! Ma non era competizione, quella: era soltanto un modo di canzonarsi in modo fraterno, tant'è vero che coloro che avevano la fortuna di lavarsi per primi si preoccupavano sempre di lasciare un po' d'acqua calda per gli amici che sarebbero arrivati dopo.
Chi, fra gli abitanti, lo desiderava, poteva offrire il pranzo a qualcuno di noi, e quelli erano momenti davvero insostituibili dal punto di vista personale e spirituale. Non potrò mai dimenticare, per esempio, la volta in cui io e altri due amici fummo invitati a pranzo da una famiglia di agricoltori. In quella famiglia c'era un ragazzo disabile che non poteva esprimersi se non smaniando convulsamente e lanciando grida altissime: ricordo molto bene che lo fece per tutta la durata del pasto; sembrava quasi indispettito da qualcosa o da qualcuno, e purtroppo soltanto al momento di congedarci da quella famigliola ospitale ci sovvenne che forse ciò era dovuto al fatto di non sentirsi coinvolto nelle nostre discussioni...Ne avemmo la prova quando, al momento di uscire, lo salutammo con un semplicissimo "ciao": egli sfoderò allora il sorriso più dolce, più luminoso, più grato che io avessi mai visto. Era la fine degli anni '70, e da allora non l'ho mai più dimenticato.
E che dire di quel simpatico e solitario vecchietto che, un'altra volta, mentre si mangiava ci raccontò per filo e per segno le avventure galanti vissute nella sua giovinezza? Ci sarebbe stato di che arrossire, se non fosse che (lo avevamo capito fin troppo bene) il suo desiderio era soltanto quello di sentirsi ancora, almeno per un po', nostro coetaneo...Egli divenne per noi "l'uomo solo", un nomignolo che gli avevamo affibbiato con tanto affetto.
C'è chi maledice il lavoro, considerandolo una forma di schiavitù, una punizione, una crudeltà immeritata; ma non è il lavoro in sé, ad esserlo, quanto la deturpazione che ne fanno lo sfruttamento e l'avidità. Non c'è malanimo nel lavorare per il bene del prossimo, ma soltanto redenzione.
Siate giusti più che buoni
Kempis

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Re: A caccia di rottami con la parrocchia!

Messaggioda Massimiliano » 23/12/2016, 8:48

Ciao Roberto,

grazie per questa straordinaria condivisione...le esperienze spirituali sono sempre quelle che nascono dalla semplicità d'animo e generosità. Hai ragione, lavorare per il bene del prossimo, rappresenta davvero una crescita spirituale e morale!

Max
Perché puoi continuare a far finta di nulla, a essere sempre connesso, a correre senza sosta.
Puoi credere a ciò che dicono tutti, lasciarti cambiare dalle mode, affidare agli altri la tua felicità.
Ma, in alternativa, puoi anche fermarti. E vivere!

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Re: A caccia di rottami con la parrocchia!

Messaggioda Sunshine » 05/01/2017, 12:16

Uranium ha scritto:C'è chi maledice il lavoro, considerandolo una forma di schiavitù, una punizione, una crudeltà immeritata; ma non è il lavoro in sé, ad esserlo, quanto la deturpazione che ne fanno lo sfruttamento e l'avidità. Non c'è malanimo nel lavorare per il bene del prossimo, ma soltanto redenzione.


Roby, questa tua affermazione è semplicemente straordinaria. max_16 Il punto è che la società occidentale ha trasformato il lavoro che prima rappresentava una condivisione sociale e spirituale, in una schiavitù! L'elevarsi sta proprio, come dici tu, nel pensare a lavorare per il bene del prossimo e della collettività!

max_10
“Qualora io non sia in grazia, voglia Dio concedermi di diventarlo, e se lo sono, che Dio mi ci mantenga; perché sarei la persona più infelice del mondo se sapessi di non essere nella grazia di Dio!”

Santa Giovanna D'arco


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